LA RIMOZIONE PROTETTA

Per quanto riguarda gli aspetti meccanici della rimozione, è fondamentale che il dentista segua un protocollo di sicurezza (si può richiedere all' Associazione).
Di fondamentale importanza è che il paziente diventi attivo per quanto riguarda la sua salute e non deleghi al dentista neanche l'aspetto tecnico. Per questa ragione deve essere a conoscenza del protocollo e dei principali rischi ai quali potrebbe essere sottoposto se la rimozione fosse non protetta: al di là dell'ingestione di frammenti di amalgama, quello che preoccupa è la vaporizzazione del mercurio causata dall'intervento con il trapano.
Bisogna gestire la rimozione terapeutica con grande attenzione, perché, afferma Lorenzo Acerra, "un'intossicazione acuta prodotta dalla vaporizzazione dell'amalgama, che si sommi all'intossicazione cronica alle basse dosi rilasciate per anni, non è di beneficio in nessun caso". Soprattutto "può risultare devastante in un certo numero di pazienti particolarmente intossicati".

Dopo la rimozione degli amalgami è importante utilizzare nuove otturazioni a base di materie bio-compatibili: grazie alla ricerca e alle tecnologie più recenti sono state elaborate materie che, oltre ad avere un'estrema compatibilità con i tessuti hanno ottime caratteristiche di durata, migliori di quelle dell'amalgama. Attualmente sul mercato vengono proposte molte alternative, che non elencherò, ma è importante essere esigenti su due punti che ritengo fondamentali: il primo riguarda la necessità di una scelta attenta dei composti con cui si fanno le otturazioni, poiché molti sono ancora tossici. Il secondo riguarda l'abilità del dentista che se esegue correttamente l'otturazione dentale in composito non solo non provoca la frattura del dente ma ne determina anche la durata.

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