UN
PO' DI STORIA
In odontoiatria la storia dell'uso dell'amalgama (dall'arabo al malgham,
cioè lega di metalli con il mercurio) risale al 1812 quando il
farmacista inglese Joseph Bell la introdusse per la prima volta.
In Francia fu utilizzata dai fratelli Crouscour che intorno al 1830
l'esportarono negli Stati Uniti. A New York, in seguito ad alterne vicende,
si arrivò addirittura a proibire l'uso del mercurio nei materiali
dentali, ma solamente per 20 anni.
Alla fine dell'Ottocento la pratica venne poi riportata in Europa dove
il chimico tedesco Alfred Stock pubblicò, nel 1920, vari lavori
scientifici riguardanti la tossicità dell'amalgama. Molti altri
ne furono pubblicati in quel periodo ed alcuni arrivarono addirittura
ad auspicare che gli amalgami venissero banditi dalla pratica odontoiatrica;
purtroppo però, con il sopraggiungere della seconda guerra mondiale,
il problema fu dimenticato.
Solo nel 1961 ci fu l'importante affermazione fatta senza alcuna riserva
che i pazienti con l'amalgama possono presentare avvelenamenti cronici.
Da allora si sono susseguiti studi, formazione di associazioni a tutela
dei pazienti intossicati dall'amalgama fino ad arrivare a citazioni
in tribunale e risarcimenti.
Questa breve panoramica sottolinea il fatto che i rischi causati dall'uso
dell'amalgama sono reali e comprovati dai numerosi studi di casi clinici
che durano da circa un secolo.
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